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Storia di Soncino

 

Soncino, un paese che sembra un museo, scriveva il "Corriere della sera" il 7 Giugno 1979. E proprio come in un museo, dentro la cerchia muraria e nella ragnatela delle viuzze medievali, la vita fluisce in un'atmosfera assorta, quasi trasognata. L'impianto urbanistico e il paesaggio architettonico, entrambi modesti ma singolari, fanno da sfondo e palcoscenico ad una storia lunghissima, originalissima e forse unica.

Il borgo di Soncino sorge al centro della pianura lombarda, sulla sponda destra del fiume Oglio che lo separa dalla vicina Provincia di Brescia. Proprio questa sua posizione strategia ne ha sempre fatto un ambito oggetto di conquista da parte delle potenze allora dominanti.

 Secondo gli studiosi il toponimo è attestato nel 920 come "Castri Soncini" e nel 959 come "De Sentine", mentre in un documento del 1144 troviamo "Sencinum".
L'antico "Castrum" si ritiene fondato dai Goti nel IV secolo. Al tempo del dominio bizantino in Italia, Soncino fu compresa nel territorio di Bergamo e i longobardi, nuovi invasori, ne fecero un feudo militare. Intorno al 600 fu aggregato alla diocesi di Cremona e subì il suo primo sterminio nel 773 ad opera dell'esercito di Carlo Magno. Soncino fu acquistato da Cremona dai conti di Bergamo nel 1118 e quindi eretto in borgo franco e baluardo contro i Milanesi e i Bresciani.

Già intorno all'anno Mille, il borgo venne fortificato, ma è verso la fine del XV secolo che trova la sua più forte connotazione.

La sua posizione a guado dell'Oglio ne faceva un'importante stazione lungo la strada che da Laus Pompeia (l'attuale Lodi Vecchio) conduceva a Brixia (Brescia), mentre nell'alto medioevo si andava affermando anche l'attraversamento in verticale costituito dall'asta Cremona - Bergamo.

Le incursioni ungariche del X secolo accelerarono il processo di fortificazione di Soncino, facendole assumere l'aspetto di fortezza che oggi conosciamo.

Secondo la tradizione, la prima torre venne eretta nel 1128.

Nonostante le travagliate  lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini, Soncino poté porre le basi per un'organizzazione politica ed economica che nel corso del secolo successivo darà i suoi risultati durante la lunga signoria di Buoso Da Bovara, ( ghibellino cremonese) e che culminerà nei due episodi della conquista della vicina fortezza di Orzinuovi e della cattura di Ezzelino da Romano, incarcerato nel 1259 nella torre di Soncino.

Nel XIV secolo i soncinesi tentarono più volte di acquistare maggior autonomia e Successivamente con la signoria viscontea, le ambizioni autonomistiche dei soncinesi si placarono, Azzone Visconti riuscì a garantirsi il controllo assoluto di Soncino. Da allora il borgo divenne il principale presidio sul confine nord-orientale, spesso conteso ed occupato dalla vicina Repubblica Veneziana.

Con il ristabilirsi della signoria sforzesca, avvenuta nel 1450, Soncino passa stabilmente al Ducato di Milano, assicurandosi così un periodo di pace e prosperità, fino al 1535 con la morte dell’ultimo Sforza.

Da qui Soncino viene inglobato nell’Impero.Soncino vide la nascita di quel grandioso complesso artistico che è la chiesa di S.Maria delle Grazie. voluta dallo stesso Duca come grandioso ex-voto alla Vergine.

1536, Carlo V, quale successore al Ducato milanese, infeuda Soncino a Massimiliano Stampa, già consigliere dell'ultimo Sforza e castellano di Milano. Gli Stampa resteranno marchesi di Soncino sino al 1876, Il lungo periodo di tranquillità che seguì procurò al borgo una certa prosperità economica, grazie al fiorire di manifatture e traffici commerciali.

Nel 1630 il borgo venne flagellato dalla peste che ridusse la popolazione.

All'inizio del XVIII secolo la guerra di successione spagnola coinvolse direttamente Soncino che venne più volte bombardato ed assediato. Nel 1707 passava, con il Ducato di Milano, sotto il dominio austriaco, che si rivelerà particolarmente felice per il borgo: la cultura e le attività economiche tornarono a rifiorire.

Tuttavia le riforme attuate dal governo austriaco procureranno gravi danni proprio alla cultura, con le soppressioni di numerosi ordini religiosi e la chiusura delle chiese, oltre alla perdita di un ingentissimo patrimonio librario.

Il giorno 11 maggio del 1796 l'arrivo di Napoleone che occupò il borgo e il successivo terremoto avvenuto nel maggio del 1802, portarono disordini continui a Soncino.

Nonostante ciò l'attività dominante di quel periodo, quella agricola, affiancata dalle nuove produzioni industriali legate all'allevamento del baco da seta riuscirono a crescere. Alla fine del XIX secolo Soncino contava ben cinque filande dove erano impiegato quasi cinquecento donne.

Il 14 giugno 1859 gli Austriaci abbandonarono Soncino ed il borgo entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1876 Massimiliano Cesare Stampa, ultimo Marchese di Soncino, morì ed il passaggio della rocca al Comune segnerà l'avvio dei tempi moderni.

 

 

 

 




 

Chiesa e Parco del Tinazzo

 PERCHE' ANDARCI

 

Per il Parco

Il Parco è un posto tranquillo dove poter passare un pomeriggio insieme, rilassandosi. Inoltre nel Parco si può trovare un bar-ristorante-paninoteca e su prenotazione è possibile organizzare grigliate e rinfreschi per Eventi importanti

Per la Chiesa

Previa conferma, il gestore del bar, è disponibile pe una semplice e avvincente presentazione della chiesa e dei resti dell'annesso convento

Per visitare Soncino

Arrivare a Soncino da questa direzione (Calcio-Soncino, percorso di circa 10 km) significa ancora oggi arrivare nella storia di Soncino , terra di confine e di conflitti, di castelli e passaggi fluviali, di santuari e di dimore patrizie.

 

Il parco

 

Il complesso naturalistico e monumentale del Tinazzo sorge sul ciglione settentrionale dell'antica strada che collegava Cremona a Bergamo.

Il toponimo Tinazzo prese origine dalla distesa acquitrinosa che per secoli coprì l'area golenale del fiume Oglio, alimentata dalle periodiche esondazioni del fiume e dal costante afflusso delle acque risorgive.

Del Parco si hanno notizie fin dal primo '500, ma è nel '700 che fu avviata la sistematica organizzazione secondo criteri moderni con l'introduzione di essenze estranee alla tradizione locale. Recentemente riportato all'antico decoro, il parco ospita interessanti specie vegetali che vanno dagli indigeni acero, corniolo, e biancospino ai maestosi tasso, ippocastano, magnolia e bagolaro.

 

 

                    

Caratteristiche:

Parco romanico dell'800 riportato a nuova vita, è attraversato da un canale alimentato da risorgive formanti un laghetto. Accanto alle piante autoctone e caratteristiche dell'antico habitat padano (come il Noce, l'Avero, il Biancospino),vi sono numerose essenzenon spontanee.

Il Tinazzo riveste un grande interesse naturalistico per le sue piante secolari e costituisce inoltre un continuum ambientale con il Parco Regionale dell'Oglio.

 

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QUI COMUNICATO

 

La Chiesa:

La chiesa denominata inzialmente  "Madonna della Rosa" posta nella contrada del Tinazzo, venne successivamente rinominata "Beata vergine del Tinazzo.

 L'ampliamento della chiesa avvenne nel 1519- 1520. L'attuale facciata  presenta  un'impostazione a capanna, impaginata da due massicce lesene con solidi contrafforti di spigolo  con funzione portante e decoartiva, nella quale si apre un portale a tutto sesto con sguancio a tre cordonature in latreizio con sovrapposto un gocciolatoio. Sopra l'occhio anzichè un rosone si trova un riquadro rettangolare leggermenti incassato nella muratura, e ospita un affresco di madonna col bambino più vo,lte rinnovato nel corso dei secoli. 

 Le due finestre laterali della nuova campata si aprono dsimmetricamente a metà parete e ripetono la struttura delle due assimetriche ospitate nella campèata originaria. Il pavimento completa quello pre-esistente con piastrelle rettangolari in latrizio disposte a giunti alternati.

Un Oratorio costeggia la parte nord-ovest della chiesetta e al suo interno antichi dipinti e volte lo rendono ricco di particolari

                   
           Altare con politticco

Interno dell'oratorio della B.V. del Tinazzo                
 

 

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 tinazzo Chiesetta del Tinazzo

Tragitto:

Sulla circonvallazione di Soncino, uscita Soncino Est, direzione Calcio

Indirizzo: Soncino Via Calcio, 2 km fuori dall'abitato, dopo il cimitero.

 Dintorni:

  • Il parco si trova nei dintorni di Soncino, città  murata famosa per la sua rocca sforzesca (visitabile) . Nella rocca è stata girata anche qualche scena di alcuni film:  Ladyhawke, La Freccia Nera e Il Mestiere delle Armi.
  • Coeva al Parco è la chiesetta della Madonna della Neve, del primo decennio del '500, che offre una ricca antologia pittorica dell'epoca, tra cui emerge un significativo affresco del soncinese  Francesco Scanzi: "Madonna con Bambino Gesù e committente".

Telefono Azzurro

"Fiori d'Azzurro"

Sabato 18 - Domenica 19 Aprile 2009 

Convegno Storico - ARGO
                                             

Convegno Storico

Martedì 24 Marzo

I Futuristi a Milano

 

I FUTURISTI A MILANO

Si terrà martedì 10 marzo incontro di presentazione alla mostra.

 

Si terrà Domenica 15 Marzo la visita alla Mostra a Milano

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