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Pieve di S.Maria Assunta

                                        

                           

E' la più antica chiesa foranea della diocesi cremonese (sec.VI).

Eretta in Collegiatanell'828, la chiesa fu riedificata nel 1150 e ristrutturata nel 1280. Tra fine '500 e primo '600, l'edificio fu rimaneggiato con allungamento verso est e costruzione a sud delle cappelle laterali. Su progetto dell'arch. Carlo Maciachini, la chiesa fu ancora allungata ad est e ristrutturata con abside poligonale e cupola ottagonale (1883-1888). Sulla cuspide del campanile romanico fu posta la statua in rame progettata dal Maciachini e realizzata da Carlo Riva.(1888).

          

L'interno si presenta in forme grandiose e solenni;la vistosa policromia risponde a criteri decorativi tipici della fine del secolo scorso e venne realizzata nel 1897 con un indirizzo allo stile neobizantino;una serie di Santi si trovano lungo la navata le cui volte sono dipinte con un cielo blu stellato fino alla grande cupola precedeuta dalla rappresentazione dei Santi della Chiesa cremonese e lombarda(Omobono e Carlo Borromeo)e accompagnata dai santi protettori di Soncino(Martino e Paolo).

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Sugli archi del tiburio sono rappresentati la Madonna Assunta con gli Angeli,e il Cristo risorto,S.Pietro,Papa Leone XIII e altri santi.All'interno troviamo una cappella dedicata all'Immacolata Concezione della Vergine eretta nel 1631 quale voto della comunità per la cessazione della grande peste.E' stata rivisitata in forma ottocentesca ed attualmente è coperta da cupola con un ricco altare barocco. 

 

La Pieve ospita la reliquia del Santo Presepe, tele di E. Salmeggia (Talpino), A. de Gatti (Sojaro), G. G. Pasini, M. Ingoli, M. Stom, C. de Notaris, e due affreschi staccati: la c.d. Trinità ariana e la Madonna con Gesù bambino e santi di M. F. Scanzi.

 

 

     

 

                               
              Particolari della chiesa romanica, il rosone presente sulla facciata principale e i leoni stilofori del ricostruito protiro ottocentesco.
  

 

 

Palazzo comunale e Torre Civica

 

Nel 1118, il Comune di Cremona acquistò Soncino dai Conti Gisalbertini di Bergamo e ne infeudò 50 militi. Realizzata una nuova struttura difensiva, nel 1128 al Palazzo Vecchio fu affiancato il Palazzo dei Consoli con una nuova torre civica, a canna quadrata con un'altezza di 31,50 m (successivamente rialzata fino agli attuali  41,80 m ).    

                                      

 

A metà '200, il podestà e signore Buoso da Dovara vi aggiunse il Palazzo Pretorio sotto le cui arcate trovò sepoltura Ezzelino da Romano (1249).

Al breve dominio veneziano si deve la torretta dei Matéi (o Mori 1506) che il terremoto del 1802 abbatté assieme a due campate del fabbricato, risparmiando però l'ala meridionale della metà '400 che s'affaccia sulla piazza maggiore del borgo.Durante la succesiva ricostruzione, la facciata venne integrata con l'orologio zodiacale  (il quadrante con i simboli astrologici in terra cotta è del 1977.



          
               
Secondo la tradizione nel palazzo venne rinchiuso Ezzelino da Romano, dopo che fu sconfitto nella battaglia di Cassano il 27 Settembre 1259 dal soncinese Giovanni Turcazzano. Narrano le cronache che Ezzelino si lasciò morire dopo pochi giorn. Per tradizione ogni mercoledì mattina alle ore 9:00 (in origine a mezzo giorno) il campanone della torre civica fa risuonare i lugubri rintocchi dell'agonia che ricordano la fine del tiranno.

L'interno del palazzo ospita nella bella sala della giunta l'importante Archivio Storico Civivco, con documenti al partire dal 1311 e una raccolta di quadri.

QUI la poesia dialettale La Tor dè Sonsì.
 
 

 

 
 

 

 

Cerchia delle mura e sotterranei


Cerchia delle mura e sotterranei. Lungo i due chilometri di mura medioevali, nella parte settentrionale, sorgono sei torrioni a intervalli regolari, a pianta circolare con alta scarpa e tamburo cilindrico separato da una cornice a toro, che servivano quale strumento di difesa. Al loro interno vi erano ricavati dei magazzini dove potevano essere concentrati gli strumenti di difesa.Al contrario, la parte meridionale delle mura non presenta torrioni difensivi. 

 


Si può osservare oggi  la particolare conformazione della struttura fortificata, alta sul piano di campagna con andamento prima rettilineo e poi inflesso delle mura. La tessitura non sempre uniforme dell'apparato murario e gli sporti su beccatelli che a tratti si evidenziano, testimoniano i molti rifacimenti e le numerose riparazioni

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Oggi alcuni tratti di mura sono stati riutilizzati come base d'appoggio per costruire alcune case. 

In diversi punti del Borgo si stanno recuperando inoltre interessanti strutture sotterranee che facevano parte della difesa militare quattrocentesca quali cunicoli e catacombe.


  
   

 

 

 

       

Rocca Sforzesca
 

II progetto della rocca fu elaborato dagli architetti militari sforzeschi Serafino Gavazzi da Lodi, Stefano da Lonate, Danesio de' Maineri e Jacopo de Lera coordinati da Bartolomeo Gadio. Per la costruzione bastò un solo anno (1473), grazie alla sua collocazione all'estremità inferiore della depressione valliva nord-sud. L'originale torre cilindrica di sud-ovest deve la particolare struttura al riutilizzo di un preesistente torrione della cinta muraria. 

L'impianto architettonico non si discosta dagli schemi tradizionali, salvo l'accentuazione dello spessore dei muri per ammortizzare i colpi delle artiglierie, l'eccezionale profondità del fossato, e i progressivi blocchi di parti della fortezza ritraentesi verso la torre castellana (qui aveva residenza il capitano della fortezza)e fino alle vie di fuga protette da cunicoli e passaggi segreti.

 

 

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Con l'infeudazione Stampa (1536), la rocca fu adattata a residenza della famiglia marchionale con la chiusura degli spalti per ricavarne stanze e la torre di sud-est cappella privata. II marchese Ermete I vi aggiunse il rivellino (1545), rivolto però non alla campagna, ma verso il borgo, perché i suoi nemici più temuti erano i riluttanti sudditi soncinesi. Un cunicolo collegava la rocca alla chiesa di S. Maria delle Grazie. 

L'ultimo Stampa lasciò al Comune di Soncino l'antica fortezza ridotta a rudere (1876) e l'arch. Luca Beltrami la restaurò secondo la teoria del ripristino architettonico storico, cioè sulla base della documentazione d'archivio (1886-1895). II ponte di soccorso sulla campagna fu realizzato nel 1912 e il levatoio nel 1957.  

Particolarità della Rocca di Soncino è la torre cilindrica posta nella zona a sud della medesima.L'arch.Beltrami ha individuato nella torre la stanza del tesore al piano terra anche se la leggenda soncinese in realtà parla di un vano tra il piano terra e gli spalti.

 

                      
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 VISTADALFOSSATOMURALE+TORRE 0  (27)

 

Possiamo dividere la torre in sette sezioni:l'osservatorio nella parte più alta della torre,il piano della merlatura appena sottostante,il piano degli spalti e la stanza del tesoro a seguire,fino ad arrivare al piano terra.Nelle ultime due sezioni i sotterranei:il primo sotterraneo,reale e tutt'oggi accessibile; non certi invece dell'esistenza del secondo sotterraneo. 

Altro fattore significativo è la presenza di due ponti levatoi, uno pedonale e l'altro carraio il cui passaggio per l'interno della rocca , fa raggiungere un cortile al cui centro si trova un pozzo. La loro funzione era determinante, poichè in caso di attacco e conquista, il rivellino poteva essere facilmente isolato con la loro ritrazione

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 Foto concesse da Laura Zanenga
 

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