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I Dialetti Italiani

 

DIALETTI E LINGUE MINORI IN TERRITORIO ITALIANO
  
  
Rappresentazione intuitiva e approssimativa dei dialetti parlati nelle varie regioni italiane

  • Varianti del dialetto Tosacno e del toscano letterario
  • Gruppo dei dialetti gallo - italici
  • Gruppo linguistico venetico
  • Gruppo linguistico retroromanzo
  • Gruppo dei dialetti centrali
  • Gruppo dei dialetti meridionali intermedi
  • Gruppo dei dialetti meridionali estremi
  • lingua siciliana (o calabro-sicula)
  • lingua ladina
  • lingua fiulana
  • lingua sarda, nelle varianti loqurodese e campidanese
  • lingua corsa, nelle varianti gallurese e sassarese

Penisole linguistiche
  • penisola linguistica Franco - provenzale (la Val d'Aosta e alcune vicini valli del Piemonte occidentale)
  • penisola linguistica occitana (Alpi Occidentali)
  • penisola linguistica tedesca (Monte Rosa, Val Formazza, Alto Adige)
  • Penisola linguistica Solvena (Provincia di Trieste, alcuni comuni della Ptovincia di Gorizia, Slavia Veneta, Val Canale)

Isole linguistiche

  • isola linguistica croata - Slavisano (Molise).
  • Isole linguistiche greche (in Calabria con il greco di Calabria, in Sicilia e Puglia con il grico)
  • isola linguistica catalana (Alghero in Sardegna).
  • isola linguistica cimbra (Luserna ed altre zone del Veneto)
  • isola linguistica mochena: parlata in Trentino nella Valle dei Mocheni, idioma tedesco di origini bavaresi.
Museo Storico
 

Il museo, collocato al piano terra della torre di Nord-Ovest della Rocca sforzesca, conserva una collezione di divise garibaldine, cimeli e documenti della I e II guerra mondiale: elmetti di varie forme, mostrine, fotografie, lettere, piccoli diari, gavette e borracce segnate dai proprietari con il proprio nome. Sono esposte inoltre sciabole, pugnali, pistole, medaglie, proiettili e una mitragliatrice con raffreddamento ad acqua.

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Soncino-23

 Foto gentilmente concesse sig. Paolo Barichello

 

 

Palazzo Azzanelli

 

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Il quatrrocentesco Palazzo degli Azzanelli è il risultato della trasformazione di un precedente palazzo, acquistato dalla famiglia di mercanti soncinesi.

 

 

 

Il palazzo presenta un'elegante facciata decorata da monofore trilobate in cotto con putti e modanature a tortiglione, con cornice a marcapiano in cotto, decorata da festoni, ghirlande e putti reggi ghirlanda.

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il cortile assume invece una monumentalità seicentesca nell'ampiezza degli archi ribassati e nella solidità delle colonne con entasi.

Un tempo il palazzo presentava una ricca decorazione costituita da piastrelle in ceramica policroma.

Palazzo Covi

 

 
 Nel quartiere San Martino sorge il palazzo dei Conti Covi: una costruzione che segue l'andamento della strada con un bel portale a tutto sesto e ghiera di pietre bugnate.Sono interessanti all'interno le rinascimentali assette dei soffitti, e all'esterno la fascia ornamentale in tera cotta. In origina il palazzo doveva presentarsi in forme non dissimili da quelle di palazzo Azzanelli ; l'interno era spesso impreziosito da siffitti a cassettoni con tavolette dipinte a soggetti araldici e cavallereschi.Nel cornicione si compongono motivi di serie tardo medievale e rinascimentale: putti alati, inginocchiati che reggono festoni sui quali un tempo si affacciavano angeli musicanti e tutt'ora affiancano ghirlande racchiudenti lo stemma del nobile casato.


Ancora ben conservati sono i cortili, porticati e colonnati dei secoli V e VI secolo. Il più caratteristico è ora sede dell'enoteca "Ai cinque frati" che presenta una serie di colonne in marmo con dei capitelli fogliati quattrocenteschi.

 

Si Udì un Tintinnio
Si udì un tintinnio...
Come molti ricorderanno, il castello di Soncino ha sempre avuto un suo custode, un vecchio che si appoggiava al bastone perche caludicante.
Un mattino arriva tutto trafelato in municipio e, a mal pena riesce a farfugliare quattro parole: " Correte, stanno rubando in Castello!
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Pur domandandosi che cosa si potesse rubare nella Rocca, Il vigile e la guardia si incamminarono di buona lena assieme al vecchi. Sul posto trovarono la moglie del custode che con fare concitato indicava la porta superiore della torre rotonda. 
Fatte le scale di gran carriera, arrivano al camminamento di ronda ed entrano nella torre;per terra  trovano dei mattoni sconnessi,  un buco abbastnaza largo.
Subito vedono una scala di corda che spunta dal buio sottostante.
Il capo dei vigili e la guardia decidono di calarsi, e nel buio più completo tentano di raccapezzarsi; accendono un fiammifero e si guardano intorno.
Nulla, proprio nulla.
Risalgono in superficie un poco delusi e iniziano ad interrogare il custode;
Ecco il suo racconto:
"Ho visto un prete con tre ragazzi scappare in tutta fretta. Portavano sulle spalle dei sacchi tintinnanti; non so altro"
Il vigile e la guardia si guardano in faccia e ragionano: Un prete? piuttosto uno vestito in abito talare. Sacchi tintinnanti? Che cosa contenevano? e poi ancora Come mai non si è trovato nulla?
Bhie...insomma.. tutte domande alle quali nessuno riusciva a dare risposta.
Qualcuno ha suggerito che probabilmente il tesoro era racchiuso già nei sacchi ed ecco il perchè della mancanza di indizi.
La "atanza del tesoro" è ancora là...!
(racconto del si.re Paolo Ferrari preso dal libro "il Borgo racconta")

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