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La Madonna di Villavetere a Gallignano Stampa

 

Si tratta di un Santuario Campestre distante circa due chilometri da Gallignano, solo in mezzo ai campi, dopo il borgo di San Gabriele, verso la cascina Bosco

 

                                      Storia

La tradizione vuole che il Santuario sia molto antico, risalente addirittura ai primi secoli del Cristianesimo, per sostituire il culto pagano di questa zona; tale idea si sviluppò sul finire del XVIII secolo, quando fu ritrovata un’ara votiva dedicata a Giove.
Il Santuario fu visitato dai Vescovi di Cremona Niccolò Sfondrati (1576), Francesco Maria Visconti (1646), Agostino Isimbardi (1680), Ludovico Settala (1688), Alessandro Litta (1722). Il Vescovo Visconti, nel 1646, lo descrive come luogo antichissimo. Del Santuario si parla diffusamente anche nel Libro Mastro Antico della Parrocchia di Gallignano. Il Santuario venne danneggiato dal terremoto del 1802, che lo fece crollare quasi tutto; rimase miracolosamente in piedi solo la cappella della B.V.Addolorata, che, ampliata nella seconda metà dell’ 800, costituisce l’attuale Santuario.


Il Santuario

La facciata, di impronta neoclassica, è tinteggiata di bianco, con cornici laterali a sbalzo e frontone triangolare. Sopra l’entrata c’è una finestra semicircolare. Sul tetto si trovano una croce e il campanile in ferro battuto. Un tempo, sotto la fascia del timpano, vi era questa scritta:
oh voi che passate, fermatevi e vedete se vi è dolore simile al mio.

La chiesa è a navata unica con sacrestia annessa. Sulla controfacciata sono murate due eleganti acquasantiere in marmo a forma di conchiglia. Sulle due pareti laterali del presbiterio si trovavano gli affreschi raffiguranti i santi Fermo e Rustico, che, strappati dalla parete, sono conservati in Chiesa parrocchiale. L’altare è molto semplice e lineare, in esso prevale l’uso del marmo grigio-nero. Al di sopra dell’altare si trova l’antico affresco della Vergine addolorata che sorregge il corpo di Cristo morto affiancata da san Giovanni, sul fondo è raffigurato il Calvario con le tre croci.
 Nel Santuario si venera anche la statua di Maria Bambina: donata nel 1925, è stata trafugata nel 2002 e poi riacquistata e ricollocata in santuario.


O Signore, ti preghiamo di concederci sempre la sanità della mente e del corpo e per l’intercessione della Desolata Maria Vergine di Villavetere liberaci ora dal male e donaci l’eterna letizia. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

La festa del Santuario viene celebrata l'8 Settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria, la cui effige è molto venerata in Santuario. La Santa Messa Solenne delle 18 è concelebrata dai sacerdoti gallignanesi e viene sempre invitato anche qualche sacerdote della diocesi (ma anche di fuori) che ha oppure ha avuto legami con la parrocchia.
Nel 2009 la celebrazione eucaristica è stata presieduta  da S.E. Mons. Dante Lafranconi, Vescovo di Cremona,alla presenza di molti sacerdoti e alcune centinaia di fedeli
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 Come arrivarci
 
La strada che unisce Galligniano alla Chiesetta di Villavetere percorre in rettileneo la campagna per circa un chilometro, arrivando al Borgo di San Gabriele, un insieme di case e cascine organizzato su schema viario che fa pensare a "un paese non nato", come ben definito da uno storico soncinate. Questo borgo presenta un palazzo, privato, costruito circa 4-5 secoli fa, circondato da un enorme cortile reso funzionale ai lavori agricoli ma immediatamente riconoscibile come corte di una nobile dimora di campagna. Per raggiungere la chiesetta si deve proseguire oltre San Gabriele per un altro chilometro, a metà percorso si arriva a un mulino e si gira a sinistra della biforcazionegallignano
 Questo mulino è il primo costruito dai nostri progenitori sulla roggia Comune, proprio il canale artificiale che trae le sorgenti da queste parti e ancora oggi entra in Soncino e ne alimenta le vie d'acqua sotterranee, ne fa girare i mulini rimasti dentro il borgo e anche dietro la rocca.
 
ALTRE NOTIZIE
 
In Parrocchia sono presenti molte santelle campestri, oggetto della devozione popolare, tra queste si ricorda la santella della Madonna dei Prati , eretta, come dice la tradizione, nel luogo dove, nel XIX secolo, sarebbe apparsa la Vergine per indicare la strada a due soldati, i quali eressero la cappellina per onorare e ringraziare la Madonna. Un'altra l'abbiamo incontrata appena prima di San Gabriele: raccoglie le ossa di sepolture venute alla luce nei livellamenti dell'ultimo secolo....."il nonno e suo figlio trovarono ossa umane ed il rispetto verso i defunti aveva suggerito il conservarle in luogo riparato per rispetto e devozione. Pertanto le ossa venivano raccolte e poste in una casetta poi appesa ad uno dei tanti alberi che allora circondavano il campo....questa pietà verso i defunti fu lo stimolo per la costruzione di un luogo di culto. E nella piccola santella vennero riposte le ossa raccolte e nel vano superiore venne posto il quadro della Madonna del Carmelo alla quale venivano rivolte le preghiere per le anime del purgatorio"....Il quadro deteriorato della Madonna del Carmelo è stato recentemente sostituito da una formella in cotto "del gruppo Deca" che tramanda, ai secoli futuri, la pietà popolare.
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