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Padre Manzella Stampa

 

Soncinese di nascita, Padre Manzella veniva da una famiglia modesta di lavoratori ( il padre era materassaio), e si era avviato tardi per la via religiosa e sacerdotale. Dopo una giovinezza laboriosa ed immacolata, a 27 anni sentì irresistibile la voce di Dio e nel 1893 immolava a Dio per la prima volta l'Agnello Divino.

Nel 1900 viene mandato a Sassari dove vi rimase per 37 anni sino alla sua morte, dedito ad un apostolato che fu una vera donazione in pienezza di carità.

Percorrendo le vie della provoncia sassarese, si fermava a volte ad accarezzare la testina di qualche bambino che gli correva incontro gioiosamente gridando il suo nome, perchè tutti ricchi e poveri, credenti e non, bambini ed adulti, conoscevano quest'uomo straordinario e il suo operato. Era amico di tutti, e durante gli spostamenti di evangelizzazione nelle campagne circostanti e nei piccoli paesi, la gente che lo incontrava, soggiogate dal suo fascino, pendevano dalle sue labbra in un raccoglimento religioso come fossero sempre in chiesa.

Alla casa della missione in Sassari era un continuo accorrere di bisognosi da tutte le parti della Sardegna in cerca di lui, della sua bontà, della sua consolazione, e del suo straordinario potere. Tutti accorrevano a lui, e a tutti egli sapeva donare quella pace e letizia di cui era portatore.

Il Sig.re Manzella (come lo chiamavano a Sassari) non aveva età, era sempre giovane. Alla sua morte i suoi anni erano 82 e questo suscita sempre in chi l'ha conosciuto un senso di meraviglia, come se per tutti egli fosse sempre vissuto al di sopra del tempo. Ovunque è passato ha lasciato una traccia di sè; ma soprattutto ha lasciato nelle anime un'impronta d'amore, conforto per tutti.

A lui si ricollega dunque quella parola  e azione di carità, la carità universale per tutti.

 

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